Caccia al dialetto

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Levivah
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Caccia al dialetto

Postby Levivah » 2013-12-26, 16:33

Filastrocca della nonna, dubbi sul dialetto. Cos´é, secondo voi? Lanciate ipotesi!

Gh´era una vota una povera vilana x2
La pasculäva al so bisin, a l´era par lé sula
Sälta fora luin dal bosco x2
Con la buca a la via ciapa al po bel bisin, ghe l´ha portato via
Pasa vutar un cavaliere x2
Al g´ha spadä luin, bisin l´é scapä via
"Tudí, o dona, al vostar bisin. Tudí, o dona, al vostar bisin,
Mitil insom a j´ätar, me v´ho fat un piaser,
E vo m´ni farí un ätar!"
"Ohi che piacere g´ho da far mi? Ohi che piacere g´ho da far mi?
Sum una povera vilana, quan tusaró al bisin vi doneró la lana..."
"Io non sono un mercan di lana, e nemmeno quel della stoppa
Io voglio un bacino d´amore dalla vostra bocca...."


Io parlo il dialetto in questione, anche se una variante un po´ diversa, ma ci sono alcune cose che non mi tornano proprio e che mi fanno pensare che:
a) é un altro dialetto
b) é il dialetto parlato in una zona della provincia confinante con un´altra provincia.

Sono interessata alle vostre reazioni. Ovviamente non esistendo una variante universalmente accettata della grafia ho dovuto approssimare cercando la maniera piú sensata possibile.
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Re: Caccia al dialetto

Postby Massimiliano B » 2013-12-26, 19:13

A me sembra una via di mezzo tra il romagnolo e il veneto.

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Itikar
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Re: Caccia al dialetto

Postby Itikar » 2013-12-27, 19:12

Levivah wrote:Io parlo il dialetto in questione, anche se una variante un po´ diversa, ma ci sono alcune cose che non mi tornano proprio e che mi fanno pensare che:
a) é un altro dialetto
b) é il dialetto parlato in una zona della provincia confinante con un´altra provincia.

Beh, il piacentino come il mantovano, il cremonese, il pavese o altri dialetti periferici e di transizione hanno caratteristiche un po' strane e difficilmente inquadrabili.
In più spesso, ed in particolare storicamente, ogni paese aveva le sue varianti per quanto concerneva sia la morfologia ed il vocabolario, che col tempo sono andate perdute.
Questo senza considerare le modificazioni avvenute nel corso della storia della lingua rispetto a forme cristallizzate che possono permanere nelle filastrocche, nei proverbi o nei motti. Per esempio mi capitò sott'occhio una filastrocca sui giorni della settimana in reggiano in cui insieme al passato prossimo si usava ancora il vecchio passato remoto, che nel reggiano moderno è di uso affatto raro oppure è del tutto assente.
Questo poi senza considerare le contaminazioni che il singolo parlante può ricevere da parte dell'italiano i di altri dialetti. Per farti un altro esempio per la Vigilia ho incontrato una mia prozia che è quasi monoglotta (cioè parla 90% in dialetto e infila ogni tanto una frase in italiano) e ho constato con stupore come ella avesse detto un paio di volte "miga" al posto del nostro "mia" (per "mica"), probabilmente per influsso del dialetto del paese in cui è andata ad abitare ed abita ancora da quando si era sposata.

Tutta questa fuffa per cosa dunque? :P
No vabbè, non mi intendo del tuo dialetto e anche circa gli altri non son nient'altro che un povero dilettante, però credo che quelle che ho detto sopra possano magari essere possibili spiegazioni per le tue perplessità.

Una cosa che mi è sembrata curiosa del brano, pur senza conoscere il piacentino, è stata leggere la parola "piacere" in luogo di "piaser" in una strofa, quando solo il secondo mi parrebbe autenticamente dialettale.
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Delusion Demon

Re: Caccia al dialetto

Postby Delusion Demon » 2013-12-28, 12:14

Itikar wrote:ogni paese aveva le sue varianti per quanto concerneva sia la morfologia ed il vocabolario

E' senz'altro così: a parte l'impressione inequivoca di Veneto, dove però non vedo la consonante fricativa alveolare di xe - gse nella voce del verbo essere è che invece qui compare in l'è scapä via - di sembianze piuttosto lombarde - si richiama anche l'areale est-pedemontano con l'uso del ghe - es. ghe rivarem a baita? da M. Rigoni Stern (Il Sergente nella Neve), che cita l'alpino Giuanin: friulano?

- Edito: no, il friulano è troppo distante dalla Lombardia: le caratteristiche miste lombardo-veneto che si riscontrano nel testo citato, sono proprie del dialetto sud-Trentino: vedere qui qualche esempio http://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_trentino

porto ad esempio una risposta che diede un ragazzo, sulla questione di parte Leghista dell'insegnamento del "Dialetto" a scuola: - "com'è possibile identificare un dialetto standard quando mia nonna che abita nel paese vicino, parla già un altro dialetto?"

Non è esattamente vero però che dialetti e sub-dialetti siano il regno dell'anarchia, questo dipende dallo sviluppo storico culturale che fa di un certo dialetto una lingua letteraria ed amministrativa (dominante), come fu normale nei regni dell'Italia prima dell'unificazione: ciò che infine fa la lingua di Stato.

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Re: Caccia al dialetto

Postby Levivah » 2013-12-28, 16:27

Ha, purtroppo anche io mi intendo poco del mio buon dialetto piacentino, anche se ci sto provando, a impararlo. :D

Dunque, la mia nonna sostiene che sia piacentino, come diceva anche Itikar. E indubbiamente é vero quello che dici del carattere variegato dei dialetti di transizione. In ogni caso la mia curiositá sorge da parole come bisin e luin, che non ho mai sentito e non suonano affatto piacentine, e mi chiedevo dunque se qualcuno fosse in grado di identificarle come appartenti ad altri dialetti. Altra cosa che non mi torna per niente é il "mi". Mia nonna é di Piacenza cittá, come lo era sua madre, e a Piacenza si dice me, non mi. Mi l´ho sentito solo in val Tidone dove il dialetto si avvicina ancora di piú al pavese. Oltre a quanto citato da Itikar sull´uso di "piacere" al posto di piaser mi stupisce anche una frase come "ghe l´ha portato via"... Inesistente in dialetto piacentino (a g l´ha purtä via). C´é da dire peró che la filastrocca é cantata: forse il ghe l´ha e l´uso di piacere sono da attribuirsi a un´italianizzazione del dialetto per motivi di metrica. Ma allora perché ghe l´ha e non direttamente gliel´ha? Inoltre non c´é nessuna vocale anteriore arrotondata (ad esempio fora al posto di föra, al po bel al posto di al pö bel).

Tutte queste speculazioni mi hanno portato alla conclusione che questa filastrocca non possa essere in piacentino, o perlomeno che debba trattarsi di un piacentino ancora piú "di transizione" di quello che parlo io :lol:
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Re: Caccia al dialetto

Postby Itikar » 2013-12-28, 17:41

Adesso c'è qualcosa in più su cui lavorare!
Quanto al "mi", come al "ghe", ti posso confermare che ho trovato entrambe le forme in vocabolari di parmigiano e, al contempo, son sicuro che essi esistono anche in Lombardia (pensa alla frase milanese ghe pensi mi). Per la mancanza di vocali può valere la medesima analogia coi dialetti emiliani, giacché in parmigiano questi suoni sono rari e presenti solo in alcuni dialetti periferici.
La medesima spiegazione, tuttavia, non può funzionare per "portato" o "piacere" che invece mi paiono chiari italianismi.

Da' un'occhiata qua: http://www.parmaitaly.com/parmigiani/st ... ioni5.html

Spero d'averti aiutata. Ciao! :)

modifica:
Non ho finito!
Ho provato a cercare nello stesso vocabolario parmigiano anche "bisin" e "luin".
Circa il primo ho trovato "bizèin" che significa "micino".
Per "luin" invece non saprei, anche se, visto il contesto, azzarderei dire che possa voler dire "lupacchiotto/lupino", magari con un passaggio da "lovin" a "luin".
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Delusion Demon

Re: Caccia al dialetto

Postby Delusion Demon » 2013-12-28, 18:42

Insisto (con discrezione perché non mi sembra di aver riscosso molto successo), a me ricorda più la cadenza del Bergamasco, e da lì verso la provincia di Trento cui faccio attribuzione del caso.

Il verbo ciapare (= prendere), poi, non so se esce dalla Lombardia.

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Re: Caccia al dialetto

Postby Levivah » 2013-12-28, 20:33

Delusion, scusami, dimenticai di risponderti. Ho dato un´occhiata ai dialetti trentini ma ammetto che non essendo una linguista e avendo solo il testo della filastrocca come confronto mi é difficile trovare riscontri definitivi. Interessante anche che tu citi il bergamasco. Il mio bisnonno era effettivamente di Villa d´Almé, trapiantato poi a Milano, e dopo ancora in Canton Ticino. Peró a me risulta che in bergamasco si verifichi la caduta della v iniziale in certi contesti che non ho ancora avuto modo di definire, basandomi qui su dati molto empirici (= ho un amico bergamasco). Quindi non vota, ma olta, se non sbaglio, cosí come aca, egia (credo...) etc. Il bisin é un agnello, forse avrei dovuto specificarlo. E non trovo nulla di nulla (complice anche il mio computer austriaco che si rifiuta di trovarmi risultati pertinenti in italiano :silly: ). Il luin a Piacenza di solito é un luëi, la desinenza -in mi suona poco piacentina. Ma d´altro canto non sapevo assolutamente nemmeno che il mi si ritrova anche a Parma, lo associavo esclusivamente ai dialetti lombardi, della val Tidone, del veneto... Ciapare é usatissimo anche a Pc, non so peró nel resto dell´Emilia. Un sinonimo di ciapä fra l´altro é tö. "Ciapa lé." "Tö sö chi rob lé!" (raccogli quella roba lí).

Per rendere la cosa forse un po´ piú sensata, luoghi di influenza nella vita di mia nonna con le sue favolose filastrocche: Piacenza e provincia, Bergamo, Milano, Trieste, Locarno.
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Re: Caccia al dialetto

Postby Levivah » 2013-12-28, 20:40

E i dialetti veneti occidentali? Devo riesumare gli appunti di un favoloso corso di linguistica sulle isoglosse nella zona delle province di Verona e di Brescia...

Aggiungo: il mistero s´infittisce. Cercando di scoprire qualcosa di piú su bisin scopro che a quanto pare, checché ne dica mia nonna, non si tratti di un agnello, bensí di un vitello, quantomeno a Ferrara.
Last edited by Levivah on 2013-12-28, 22:50, edited 1 time in total.
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Re: Caccia al dialetto

Postby Delusion Demon » 2013-12-28, 22:07

Levivah wrote: E non trovo nulla di nulla (complice anche il mio computer austriaco che si rifiuta di trovarmi risultati pertinenti in italiano :silly: ). Il luin a Piacenza di solito é un luëi, la desinenza -in mi suona poco piacentina.

Grazie per la risposta diretta; dunque, cercando sul web, utilizzando "elementi lessicali" da quella filastrocca, risulterebbe che Gh'era una vota punta proprio all'Emilia - Piacentino (strano, ero sicuro di intravedere un'ibridazione lombardo-veneta...).


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