Regnicolo

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Levivah
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Regnicolo

Postby Levivah » 2013-11-06, 20:59

Sto traducendo un testo sulla prima guerra mondiale cosí intitolato. Devo ammettere che, sebbene sia di madrelingua italiana, non avevo mai sentito questa parola.

Si tratta praticamente di un sinonimo di suddito? Ha connotazioni negative (mi é venuto subito in mente dato quel suffisso -icolo, ma tutti i dizionari che ho consultato mi dicono semplicemente che significa "abitante di un regno")? Ha qualche altro tipo di connotazione?

E infine, qualcuno per caso ha idea di un equivalente in tedesco (a parte Untertan)?

Grazie!
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Itikar
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Re: Regnicolo

Postby Itikar » 2013-11-06, 22:18

Tommaseo-Bellini wrote:REGNICOLO.
Agg. e Sost. di REGNO. Nato nel regno. In S. Agost. [T.] Segnatamente gli abitatori del regno di Napoli, come il più grande d'Italia, e che assorbì più comuni. Meglio nel pl., giacchè nel singolare Regnicolo non serebbe conforme all'anal. dell'origine; Regnicola suonerebbe strano. Ma D. 3. 12. Agricola. [Pol.] Passav. 315. Quali col volgare bozzesco la incrudiscono (la lingua), come sono i Lombardi; quali con vocaboli ambigui dimezzandola la dividono, come Napolitani e regnicoli. = M. V. 1. 30. Con vana confidenza, ch'a' suoi regnicoli non dovessero resistere contro a lui. Segn. Stor. 13. 348. Don Pietro…, nuovo sposo, per aver preso una signora regnicola, della quale era piuttosto amante, che marito…, ottenne…
[Cont.] Cart. Art. ined. G. I. 5. Avevamo fatto una grande pace, lo conte Lando e io, e credo che sarà regnicolo in fine.


Avevi controllato anche questo dizionario?
Qui sembra che in origine designasse solo gli abitanti del regno delle due Sicilie, però in sostanza vengono confermate le osservazioni da te fatte.
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Re: Regnicolo

Postby Levivah » 2013-11-06, 22:27

Non avevo visto questo dizionario ma avevo trovato diversi riferimenti al Regno delle due Sicilie. Nel mio testo si parla degli Italiani d´Austria allo scoppio della Grande Guerra... e siccome il sottotitolo contiene la parola "sudditi", dopo aver parecchio ponderato, ho deciso di trattarli come sinonimi e cambiare un po´ tutta la struttura :whistle:

Grazie per esserti preso la briga di cercare una definizione :D
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Re: Regnicolo

Postby Itikar » 2013-11-06, 22:31

Prego, figurati. :)
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Re: Regnicolo

Postby HorribileVisu » 2013-11-08, 10:51

Aggiungo un paio di note a sostegno dell'impressione che mi pare sia tu che Itikar avete avuto sulla parola "regnicolo".

Mi sembra che oggigiorno la parola non sia più usata, se non dagli storici. Anch'io dapprima ho pensato che quella desinenza "icolo" fosse lì ad esprimere diminuzione e/o disprezzo, similmente ai sostantivi terminanti in "uncolo", ladruncolo, peduncolo, omuncolo, ranuncolo. Oppure a quelli terminanti in "ercolo", libercolo, opercolo, tubercolo. Ma dato che diminuzione e disprezzo nell'etimologìa non sono presenti, mi sono messo a rileggere attentamente e ripetutamente il documento presentatoci da Itikar, che alla prima lettura non mi era chiaro in tutte le sue parti (e a dire il vero neppure all'ultima :) ). E' comunque vero che nel documento la parola sembrava assumere qua e là connotazioni negative, e tuttavia non ne capivo la ragione. Mi incuriosiva soprattutto la citazione:

«Don Pietro…, nuovo sposo, per aver preso una signora regnicola, della quale era piuttosto amante, che marito…, ottenne…»

Qui sembra che parli di uno che si prende per sposa una signora la quale, ci scommetterei, gli piaceva molto, ma poi si comporta con lei come con un'amante: immagino che le affitti un appartamento e la incontri di nascosto, magari stando pure attento a non farsi vedere in giro in sua compagnia. Perché? Forse perché la signora è regnicola, cioè è abitante di un regno? Oggi ci si chiederebbe: e allora? C'è poi quell'"ottenne" lasciato a mezz'aria che magari avrebbe potuto esserci d'aiuto.

Ho avuto però la forte sensazione che quel termine fosse stato usato nel senso di "contadino", o campagnolo", o "provinciale", o anche "di umili origini". In altre parole, potrebbe darsi che quell'uomo si vergognasse della moglie perché era uno dei tanti sudditi di origini campagnole di un qualche sovrano. Siccome le forti sensazioni talvolta portano fuori strada, mi son messo a far ricerche sulla rete prendendo come spunto quella sposa-amante. Il risultato è che la parola, che necessariamente appare sempre in contesti assai vetusti, in certi casi viene usata in senso strettamente etimologico, e quindi tecnico, mentre in altri assume decisamente connotazioni negative, o per lo meno diminutive, sebbene con sfumature differenti. Ecco quello che ho trovato.


(A) Regnicolo in senso etimologico/tecnico

<I giuristi e l'asse culturale Roma-Berlino> dove si tratta della distinzione dal punto di vista del diritto tra gli italiani regnicoli (quelli che vivono in Italia) e quelli non regnicoli (gli italiani che vivono all'estero) ai tempi del fascismo. Si veda per esempio a pag. 590 in alto.

Idem come sopra, questa volta nello studio <Evoluzione del concetto di italiano non appartenente alla repubblica> di G. Libralato.

<Settecento sardo e cultura europea>, un trattato sull'innesto dell'ordinamento repubblicano in quello "regnicolo".

<Statuto del Regno di Sardegna del 1848 (Statuto albertino)>. Vi si legge:
- «Art. 24 – Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono eguali dinanzi alla legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammissibili alle cariche civili, e militari, salve le eccezioni determinate dalle Leggi»

In una <trascrizione di un atto di morte redatto nel 1849> leggiamo:
- «...Andrea Tracia, di anni cinquanta, di professione bracciale, regnicolo domiciliato nel Casale di Centineo...» Da notare che la traduzione in inglese usa semplicemente il termine "citizen" per "regnicolo": «...Andrea Tracia, age fifty, by profession a farm laborer, citizen living in the rural hamlet of Centineo...».


(B) Regnicolo nel senso diminutivo/dispregiativo di provinciale e/o di umili origini

In un estratto da <Ricordi di guerra>, di R. Camerano, troviamo:
- «Mio padre, "regnicolo", nativo di un paesino delle Marche, lo stesso nel quale sono nato io, arrivò a Fiume non al seguito di d'Annunzio, ma addirittura... da Vienna»
- «I "regnicoli" italiani che si stabilirono a Fiume in quel tempo, erano quasi tutti artigiani, piccoli lavoratori in proprio che poi riuscirono a farsi un nome grazie alla loro abilità»

Ne <La vita in Palermo cento e più anni fa>, di G. Pitrè, si rileva il significato di provinciale:
- «Grandi i privilegi del cittadino palermitano. In bocca sua poteva stare l'orgoglioso motto: Civis romanus sum; ed egli, messo in una posizione superiore, quasi di razza, al regnicolo, ne profittava per ottenere uffizî pubblici non consentiti ad altri siciliani, godere preminenze solo dovute ai nativi della Capitale»
- «senza, contare le timonelle, le carrozze dei militari, dei signori regnicoli (provinciali), e non so quali altri veicoli del genere»
- «Civili e popolani, palermitani e regnicoli, attraversando i frondosi oleandri che tutta la chiudono in giro...»

<La città fascista: 1918-1943> di F. Francescato e B. Pizzamei.
Questo testo, significativo perché molto più recente dei precedenti, rivela il carattere dispregiativo con cui veniva usato il termine "regnicolo" fino a meno di cent'anni fa. Delle numerose occorrenze in esso presenti riporto queste cinque:
- «Silvestri parla di “un piccolo gruppo di ufficiali irredentisti, “regnicoli”, ex internati di guerra in Austria, che nella primavera del ’19 si fece promotore della costituzione di un Fascio di combattimento a Trieste”»
- «Secondo la cronaca de La Nazione parteciparono alla fondazione circa duecento persone: “La stessa provenienza dei fondatori del fascio di Trieste, quasi tutti usciti da associazioni patriottiche, di reduci, di mutilati di guerra, di “regnicoli” gravitanti attorno ai partiti della sinistra interventista...»
- «Francesco Giunta, che riesce anche a conquistare l’appoggio di molti “regnicoli”, il cui afflusso continuava in modo sempre più sensibile, e che erano esclusi dalle garanzie che l’iscrizione alla Camera del Lavoro e al Partito socialista offrivano al proletariato locale»
- «...ed avrebbero imbastita a Trieste la lotta campanilistica, la quale apertamente e occultamente dà ostracismo ai regnicoli, chiamati da essi "cifarielli
- «A proposito di “cifarielli”, è opportuno ricordare che fin dal 1919 certa borghesia nazionalista triestina aveva guardato con malcelato disprezzo i molti meridionali che cominciavano a cercare fortuna a Trieste. In quell’anno Attilio Tamaro aveva inviato una lettera al governo italiano per esprimere il suo sdegno per l’arrivo di tanti indesiderati “regnicoli”: “È calato qui uno stormo di parassiti, tenori, baritoni, mandolinisti […] chitarristi”!»

<L'11 settembre> di F. Piperno, sul senso di inferiorità culturale.
- «E questo proprio per il prestigio dovuto alla cultura latino-veneta, e ai legami con l’Italia, sentiti per lungo tempo come culturalmente superiori, esattamente come il fu regnicolo napoletano e siciliano nei confronti di Milano e Torino»

- Ultimo ma non meno interessante questo articolo di Felicita Ratti <Il genocidio inventato e la massa di pecoroni ignoranti...> dove l'autrice confuta puntualmente e seccatamente la tesi secondo la quale il governo di Vienna avrebbe progettato e portato a compimento un genocidio di italiani nel periodo 1866-1918, tesi che sembra essere approdata persino sulla Wikipedia italiana. Riferimenti storici dotti a parte, essendo la storia materia in cui sono afflitto da Horribile ignoranza, l'articolo potrebbe anche suggerire una possibile traduzione in tedesco del termine "regnicolo":
- «Per ora so solo di alcuni ordini di vigilanza del 1907 (...) rivolti ai Reichsitaliener (italiani regnicoli) lavoratori immigrati nel Tirolo e nel Salisburghese»
E ancora, in opposizione a Reichsitaliener:
- «Sandi mi segnala anche che è di dominio pubblico fra i triestini il fatto che i “provvedimenti di Hohenlohe” fecero licenziare i Reichsitaliener – non i Volksitaliener cittadini austroungarici, ma i regnicoli - dipendenti del Comune di Trieste»
Non so se questo possa rispondere alla tua domanda "qualcuno per caso ha idea di un equivalente in tedesco (a parte Untertan)?".

La mia opinione è quindi che "regnicolo" e "suddito", nell'ambito di un'opera scritta in italiano, non possano essere considerati sinonimi se non in senso strettamente tecnico-giuridico. Regnicolo, termine per ovvie ragioni ormai caduto ampiamente in disuso, potrebbe a mio avviso essere impiegato, sia in senso tecnico che diminutivo, solo qualora il contenuto dell'opera, o parte di esso, fosse strettamente correlato ai periodi storici ed alle vicende che videro questa parola godere di larga popolarità. Se, d'altra parte, l'opera è in tedesco, tutto potrebbe cambiare aspetto.

HorribileVisu

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Re: Regnicolo

Postby Itikar » 2013-11-08, 14:02

Che bell'indagine! Complimenti per l'ottima analisi. M'è proprio piaciuta. :D
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Re: Regnicolo

Postby Levivah » 2013-11-09, 20:40

Ti ringrazio molto HorribileVisu, le tue ricerche e osservazioni hanno aperto una breccia nella fitta nebbia di perplessitá che per me circondava la parola regnicoli.

In particolare l´articolo di Felicita Ratti, che oltre a riferirsi proprio allo stesso contesto storico del mio testo mi dá addirittura una traduzione! Parola, Reichsitaliener, che su ho ritrovato anche in un articolo di Sabina Ruthar sulla memoria collettiva e il caso di Trieste nella prima guerra mondiale. In cui si dice, per l´appunto:

"Was die Italiener anging, so gab es einmal die austro-italienischen und dann die reichsitalienischen Zuwanderer. In den letzten Jahren vor Kriegsausbruch machten letztere, die regnicoli, das Gros der Zuwanderer aus" [...]


Quindi italiani d´Austria e regnicoli, cittadini del regno immigranti, verso l´impero o verso altri paesi (nel mio testo, di Neva Biondi, Germania, Francia, Svizzera etc.)

Questo significa che devo ripensare il mio titolo. Ma sono molto lieta di aver trovato il termine esatto. Grazie mille per l´excurus piú che esauriente! La storia non é nemmeno il mio cavallo di battaglia, ma devo ammettere che tradurre questo genere di testi mi diverte da matti.
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IpseDixit

Re: Regnicolo

Postby IpseDixit » 2013-11-09, 23:21

Oh sì, HorribileVisu sembra un pozzo di conoscenza. Non è la prima volta che fa dissertazioni così dettagliate.

Direi che è un buon acquisto per la squadra italiana di questo forum x-) speriamo non ci abbandoni :)

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Re: Regnicolo

Postby HorribileVisu » 2013-11-11, 16:54

Grazie a tutti per le gentili parole e la considerazione, ma ho anche avuto un po' di fortuna nella ricerca. E poi è stato quel documento di Itikar che ha funzionato da propellente, senza il quale l'unica cosa che avrei potuto dire di sicuro su regnicolo era che faceva rima con cavernicolo! :wink: :D


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